All 21 – un nuovo format pubblicitario per la TV italiana

logo all21 Nella serata televisiva di ieri – 23/09/2013 – all’interno della fascia tv di prime time è andato in onda in simulcast (in contemporanea su tutte le reti Mediaset) un singolare esperimento pubblicitario: All 21. Si tratta di un break pubblicitario della durata di 60 secondi che interrompe, senza preavviso, qualsiasi trasmissione in onda alle ore 21.00 (nella fascia di maggior audience in assoluto); una nuova opportunità offerta agli inserzionisti, che promette di raggiungere un potenziale di telespettatori enorme (si stima il 30% di share, 10 milioni di spettatori), aumentando di conseguenza la capillarità della comunicazione e la visibilità del brand.

Certo una novità assoluta nel panorama televisivo nostrano, che ha peraltro riscosso già enorme successo tra gli investitori pubblicitari: tutti gli spazi disponibili per il primo mese di messa in onda sono infatti occupati.
La prima azienda a sfruttare questo spazio è stata McDonald’s con un commercial – che posto di seguito – realizzato dall’agenzia Black Mamba

L’effettiva efficacia di questo esperimento sarà tutta da valutare, è molto probabile che sia un tentativo da parte di Publitalia per smuovere in qualche modo le acque di un comparto pubblicitario, quello televisivo, ormai stagnante e che ha visto drastici ridimensionamenti negli ultimi anni (a fronte dell’avanzata invece dell’online advertising). Un tentativo forse per rilanciare, con una forte spinta innovativa, questa fetta di mercato. A mio parere,  visti i trend di mercato attuali, penso che sia doveroso guardare a questa operazione con un pizzico di cautela. Inoltre, l’investimento necessario per una fascia oraria così appetibile è ingente (ad approfittarne saranno quasi esclusivamente i gruppi aziendali con più risorse), e un ritorno soddisfacente per una simile attività è tutt’altro che garantito. Il comportamento del pubblico è infatti da non sottovalutare: gradiranno gli spettatori una forma di pubblicità così “aggressiva”? Considerando poi le mutate abitudini e lo spirito critico acquisito dallo spettatore medio… sembra apparentemente un ritorno a una forma di comunicazione “old-style”.

Attenderemo queste prime settimane per schiarirci le idee!

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