Gli smartphone del futuro: assemblabili e pieghevoli?

Le innovazioni incrementali per quanto riguarda i device mobili sono ormai sempre più determinanti nella competizione tra i grandi marchi di elettronica consumer. Si è trattato però, finora, perlopiù di innovazioni dal punto di vista del design, della forma e del potenziamento dei sistemi operativi: una serie di trasformazioni che da un lato cercano di rispondere ai bisogni sempre più specifici di determinate fasce di mercato, dall’altro consentono all’azienda produttrice di differenziare ed espandere il proprio pacchetto-offerte; si consideri ad esempio il fattore dimensione dei dispositivi: i primi smartphone possedevano uno schermo di dimensioni ridotte, non sufficienti per visualizzare al meglio un video piuttosto che una pagina web ottimizzata: da qui la necessità di aumentare le dimensioni dei device (basti pensare agli ultimi modelli iPhone e Samsung Galaxy per rendersi conto di un’evoluzione tendente al progressivo “ingigantimento” dell’apparecchio). Sono poi arrivati i tablet, dei veri e propri portatili touch screen; il problema che si presentò ben presto in questo caso fu quello che non sempre era possibile portare con sé una simile tecnologia, per una questione di spazio o di peso complessivo del dispositivo: hanno visto la luce pertanto i famosi mini-tablet, dispositivi molto più small, ma allo stesso tempo funzionali per un lavoro a distanza o “in viaggio”…  e oggi si parla addirittura di Phablet, una sorta di device ibrido, con schermo tra i 5 e i 7 pollici e con pennino opzionale in aggiunta.

phablet

Si sono raggiunti ormai livelli di personalizzazione incredibile, e ciò coincide quindi con un’offerta e una possibilità di scelta infinita per il consumatore, il quale può continuare a dare un’impronta personale al proprio device anche da casa (almeno per quel che concerne il design e lo stile); tutto questo grazie a cover, custodie, adesivi o altri accessori originali.

Eppure fino a questo momento, nessuno aveva mai pensato di poter comporre, cambiare la forma e addirittura poter piegare il proprio smartphone. Vengono da paesi quali il Canada e l’Olanda le novità a mio parere più curiose e futuristiche per il comparto; idee che a una prima analisi sembrano avere le carte in regola per stupire, oltre che il grande vantaggio di rispondere alle sempre più pressanti problematiche ecologiche (riciclo e impatto ambientale), un fattore assolutamente da non sottovalutare nell’economia di oggi.

Phonebloks – l’intuizione del telefonino “componibile” nasce da un assunto molto preciso formulato dal suo ideatore, Dave Hakkens, designer olandese: tutta l’elettronica attuale è pensata e progettata per non durare, e la teoria sulla cosiddetta obsolescenza programmata sembra confermare questa ipotesi. Questo ci porta a buttare via ogni giorno milioni di dispositivi tecnologici, talvolta magari anche a causa di problematiche davvero banali (come un graffio sullo schermo). Perché non progettare allora un modello di smartphone a “blocchi”, dove sia possibile sostituire (e anche con discreta facilità) ogni pezzo di device, a seconda delle diverse esigenze del cliente? Ad ogni macro-funzione il suo blocco: memoria, batteria, speaker, fotocamera ecc… un progetto rivoluzionario e futuristico quello del designer olandese, attualmente è ancora in cerca di finanziatori (tramite Crowdfunding); certo, dal punto di vista del design e della praticità forse c’è ancora da lavorare, ma l’idea credo abbia le gambe per camminare e sugli aspetti estetici si potrà mettere mano in un secondo tempo.
Ecco il filmato di presentazione:

MorePhone – il secondo progetto visionario che ci terrei a segnalare in questa discussione è quello sviluppato dalla Human and Media Lab (della Queens University di Kingston, Canada); si tratta di un prodotto sottilissimo, spesso quasi come un foglio di carta, composto di una speciale pellicola ipertecnologica che, grazie allo sfruttamento delle nanotecnologie, è in grado di deformarsi e piegarsi su sé stesso non appena riceve una notifica (chiamata, sms, email). Molto utile nel caso in cui non ci si accorgesse di una chiamata in entrata, oppure quando si fosse obbligati a tenere su “silenzioso” le impostazioni di suoneria.
In questo caso la commercializzazione del prototipo sarà molto più lunga rispetto a Phonebloks: non prima di 5/10 anni.

telefono sottile MorePhone

…visionari o innovatori? Intanto molte altre novità sul fronte device mobili sono in attesa di essere presentate a breve

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