Le vie dell’online advertising sono infinite

Quali grandi novità ci riserverà il nuovo anno sul fronte del mercato pubblicitario, online nello specifico?

Anche in Italia i numeri sono più che positivi e in costante crescita: dati alla mano, il trend dell’ultimo anno – secondo un recente rapporto di IAB Italia – registrerebbe un +7,7%, a fronte di un investimento totale di circa 1,5 mld di € (e per il 2014 si stima già un ulteriore incremento del +8,5%).


Cruci Ruzzle Adv

I canali e i mezzi di riferimento per gli investitori non cambiano, e presumibilmente saranno i grandi protagonisti anche per il prossimo anno:

  • display advertising – anche nel nostro paese si avrà una decisa affermazione del meccanismo del programmatic buying, grazie al quale si avrà la possibilità di pianificare le campagne su determinati spazi pubblicitari in base a criteri qualitativi del target (caratteristiche precise, comportamenti, abitudini)
  • video advertising
  • mobile
  • social media advertising

Proprio su questo ultimo fronte si preannunciano le più grandi innovazioni per l’intero comparto:
se da un lato infatti continueranno ad esistere e ad attirare investimenti gli annunci “tradizionali”, d’altro canto a mio parere guadagneranno sempre più terreno le tecniche promozionali “ibride”, come ad esempio le advertorial o la cosiddetta Native Advertising: metodologia che unisce contenuti pubblicitari a contenuti editoriali e/o alle attività dei propri contatti social in relazione a un determinato brand; mi riferisco soprattutto a sponsored stories, promoted posts, promoted tweets…
Tecniche promozionali efficaci ed incisive, sicuramente meno impersonali rispetto ad un banner di una generica marca x; d’altra parte questa è l’evoluzione che sta seguendo l’advertising online, il cui obiettivo non è solo quello di selezionare e colpire con la massima precisione possibile un dato target, ma anche soprattutto quello di intrattenerlo, incuriosirlo tramite storie e argomenti interessanti.

Content is the king” – diventerà il comandamento principe anche per le strategie promozionali delle digital advertising? Può darsi, certamente ritengo sia più facile catturare l’attenzione dell’utente social – e magari suscitare una sensazione o persino un’a volontà di interazione col brand – attraverso questa seconda tipologia di contenuto pubblicitario.

E proprio su questo campo si giocherà la battaglia dell’originalità; i due giganti – Facebook e Google – intanto hanno già annunciato grandi novità per i propri algoritmi:

Facebook – in arrivo gif animate e video pubblicitari automatizzati all’interno del newsfeed. La modalità autoplay è ancora in fase sperimentale, ma fa già discutere gli addetti ai lavori per il possibile grado di invasività di questa soluzione. A scanso di equivoci, va però precisato che  l’audio di tali annunci resterà disattivato finché l’utente non deciderà di ascoltarlo, cliccandoci sopra. Nuove frontiere dunque per gli advertisers, che, alla pari delle preview dei filmati su YouTube, potranno ora inserire e sponsorizzare anche nelle bacheche degli utenti Facebook i propri commercial televisivi.
Una potenziale fonte di ricavi aggiuntiva per il colosso di Menlo Park, e al contempo una possibilità in più per gli inserzionisti per differenziare la propria strategia pubblicitaria online.

Google Plus – una innovazione ancora più rivoluzionaria potrebbe essere quella che metterà in piedi Big G, attraverso il suo social network Google Plus (ormai da circa un anno al secondo posto per numero di utenti attivi).
L’intuizione si chiama +Post ads e segue la linea tracciata dalla native advertising, unendo classici messaggi promozionali a conversazioni sociali. Alla pari di AdSense, questi annunci potranno occupare gli spazi web destinati ai banner pubblicitari ma l’elemento in più è che saranno annunci “interattivi”, attraverso i quali si potrà comunicare, interagire con il brand, scrivendo i propri pareri nello spazio sottostante (e allo stesso tempo, naturalmente, si potranno vedere i feedback o le azioni che gli amici della rete sociale hanno compiuto in relazione a tale brand).
Il valore aggiunto per gli inserzionisti, in questo caso, sarà soprattutto che gli annunci a pagamento potranno “girare” anche al di fuori del canale (a differenza di Facebook): a seconda del livello di investimento, potenzialmente questo contenuto potrebbe infatti essere visualizzato all’interno di quasi 2 milioni di siti web!

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