Google Maps? Ti dirà anche quando puoi fare la spesa

google maps cartina

Una bella novità in arrivo per tutti gli amanti dello shopping compulsivo (ma non solo) che ogni giorno si trovano a combattere contro un nemico implacabile: la mancanza di tempo. E le code, si sa, ne fanno perdere tanto di tempo. Vorremmo evitarle ovunque e comunque.

Nell’ultimo aggiornamento dell’applicazione mobile di Google Maps è stata introdotta una feature con la quale è possibile sapere, in tempo reale, il “livello di sovraffollamento” presente in un locale o in un qualsiasi altro esercizio commerciale.

Google Maps Feature Gif

Non più solo una stima: Google Maps ora ci dirà in qualsiasi momento se un locale è affollato o meno.

Si tratta di un update in linea con l’obiettivo (nonché la missione) portato avanti da Big G ormai da qualche anno: quello di informare, fornendo risposte il più possibile pertinenti e complete alle richieste effettuate dall’utente sul motore di ricerca.

Non a caso, infatti, proprio questa nuovo feature è un’evoluzione di Popular Times, funzionalità introdotta soltanto un anno fa che, tramite un grafico a barre, faceva una previsione sugli orari di punta di un negozio nel corso della settimana. Dati e analisi ottenute in base allo storico delle visite in-store rilevate in passato.

bar

Ora invece le informazioni non saranno più soltanto una semplice stima, ma ci diranno in real-time se (e quanto) sia sovraffollato un negozio, un bar, un supermercato, evitandoci così a monte code o perdite di tempo a cercare un parcheggio. Con la voce “People typically spend”, poi, Google Maps fornisce anche un’indicazione di massima sul tempo trascorso dalle persone in quel luogo.

In definitiva, a cosa può servire l’innovazione tecnologica, se non a migliorare la nostra vita? Di sicuro quest’innovazione, nell’immediato, ce la semplificherà non poco, permettendoci di ottimizzare tempo e spostamenti, con innumerevoli vantaggi anche per quanto riguarda più in generale la questione della mobilità sostenibile.

Non è tutto. Perché questa, a mio modo di vedere, è una novità che a lungo andare potrebbe trasformare radicalmente il nostro modo di pianificare gli acquisti, e di riflesso anche le nostre abitudini di consumo.

Cinque predizioni per la pubblicità di quest’anno

Qualche settimana fa, l’agenzia di comunicazione statunitense ViralGains, specializzata nel viral marketing, attraverso un’infografica ha provato ad immaginare quali potrebbero essere le tendenze e i numeri dominanti per la pubblicità in questo 2015.

Ecco di seguito le cinque predizioni fatte dall’agenzia di Boston. Il declino della promozione sui media tradizionali continuerà, inesorabilmente, e i brand impareranno sempre di più a creare e pubblicare direttamente i propri contenuti. Ma non solo…

[clicca sull’immagine per ingrandire]

advertising 2015

Anche Facebook avrà un network per l’advertising da mobile

Non è solo sulla bocca di tutti, è ormai un dato confermato da quasi tutte le rilevazioni statistiche: i dispositivi mobili si stanno impadronendo del mercato online e tecnologico.

In alcuni paesi, addirittura (in Cina o in molti paesi emergenti, ad esempio), il sorpasso sui PC – desktop e portatili – è già avvenuto da tempo. Conseguentemente aumentano anche le ricerche in rete fatte dagli utenti attraverso questi device, e cresce quindi anche l’interesse commerciale di inserzionisti e digital company verso questi canali, sempre più appetibili in funzione degli investimenti pubblicitari.

rilevazione Gartner

credit: gartner.com

Dopo i recenti aggiornamenti di Google al suo sistema AdMob, la piattaforma di mobile advertising con cui è possibile pubblicizzare le app nelle ricerche Google da smartphone e tablet, e con la concorrenza in parallelo di Yahoo e di Apple (iAd), Facebook ha deciso che non starà a guardare, ma anzi andrà ad aggredire con decisione anche questa nicchia di mercato; questa volta non acquisirà però una startup specializzata nel settore, realizzerà piuttosto “in casa” una creatura tutta sua, con la quale poter gestire la pubblicità su tutti i device mobili: a giorni, infatti, la società di Menlo Park lancerà la sua piattaforma di mobile advertising.

La conferma ufficiale avverrà molto probabilmente nel corso di una conferenza per sviluppatori che si terrà a San Francisco a fine mese, la F8.

mobile advertising

credit: blog.apptopia.com

La novità? Sembra che il network proprietario per le ads che ha in mente Zuckerberg si svilupperà al di fuori del social network, si tratterà pertanto di una piattaforma a sé stante, esterna, che potrà essere sfruttata per posizionare annunci pubblicitari sui diversi siti e sulle applicazioni dei device mobili. Inizialmente partirà, in modalità sperimentale, assieme a un numero limitato di partners, andando poi via via a coprire gruppi sempre più ampi.

Cosa può aver spinto la società a scegliere questa soluzione? A mio avviso due potrebbero essere le motivazioni:

  1. Lo slancio competitivo; oltre ai già citati esempi di Google, Yahoo e Apple, non dimentichiamo che anche Twitter si è mossa lo scorso anno per la realizzazione di una piattaforma di mobile ads esterna (tramite l’acquisto di una startup professionista nel settore, MoPub); è probabile che le strategie rivali abbiano quindi spinto l’azienda a stringere i tempi e ad elaborare un proprio prodotto, in modo da poter competere ad armi pari anche su questo fronte.
  2. Raddoppiare i ricavi pubblicitari. I numeri della pubblicità da mobile hanno generato finora numeri oltremodo fiorenti per la società di Menlo Park: addirittura 1,24 miliardi di dollari nel quarto trimestre 2013 (record assoluto per il social network). Sebbene il livello di liquidità goda di buona salute, l’azienda è alla continua ricerca di nuove e differenti forme di entrate finanziarie, specie dall’entrata in borsa nel maggio 2012. La consapevolezza della propria forza commerciale, unitamente alla voglia di cavalcare l’onda del momento positivo, hanno fatto il resto.

Le vie dell’online advertising sono infinite

Quali grandi novità ci riserverà il nuovo anno sul fronte del mercato pubblicitario, online nello specifico?

Anche in Italia i numeri sono più che positivi e in costante crescita: dati alla mano, il trend dell’ultimo anno – secondo un recente rapporto di IAB Italia – registrerebbe un +7,7%, a fronte di un investimento totale di circa 1,5 mld di € (e per il 2014 si stima già un ulteriore incremento del +8,5%).


Cruci Ruzzle Adv

I canali e i mezzi di riferimento per gli investitori non cambiano, e presumibilmente saranno i grandi protagonisti anche per il prossimo anno:

  • display advertising – anche nel nostro paese si avrà una decisa affermazione del meccanismo del programmatic buying, grazie al quale si avrà la possibilità di pianificare le campagne su determinati spazi pubblicitari in base a criteri qualitativi del target (caratteristiche precise, comportamenti, abitudini)
  • video advertising
  • mobile
  • social media advertising

Proprio su questo ultimo fronte si preannunciano le più grandi innovazioni per l’intero comparto:
se da un lato infatti continueranno ad esistere e ad attirare investimenti gli annunci “tradizionali”, d’altro canto a mio parere guadagneranno sempre più terreno le tecniche promozionali “ibride”, come ad esempio le advertorial o la cosiddetta Native Advertising: metodologia che unisce contenuti pubblicitari a contenuti editoriali e/o alle attività dei propri contatti social in relazione a un determinato brand; mi riferisco soprattutto a sponsored stories, promoted posts, promoted tweets…
Tecniche promozionali efficaci ed incisive, sicuramente meno impersonali rispetto ad un banner di una generica marca x; d’altra parte questa è l’evoluzione che sta seguendo l’advertising online, il cui obiettivo non è solo quello di selezionare e colpire con la massima precisione possibile un dato target, ma anche soprattutto quello di intrattenerlo, incuriosirlo tramite storie e argomenti interessanti.
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Un caffè… da brivido!

Il filmato che sto per segnalarvi in questo post l’ho notato giusto qualche giorno fa, scorrendo il News Feed di Facebook, un filmato condiviso da qualche amico, apparentemente un viral come tanti; eppure, a mio parere, è semplicemente qualcosa di sensazionale, coinvolgente, un esempio perfetto di che cosa significhi oggi attuare una strategia di viral marketing innovativa e di qualità!
Il video in oggetto è stato ideato, inoltre, non per sponsorizzare un prodotto di consumo qualsiasi, bensì un prodotto mediale davvero insolito: trattasi infatti di un film (Carrie) uscito nelle sale cinematografiche americane proprio oggi, 18 ottobre 2013. Utilizzo insolito del viral, come detto, perché a pensarci bene fino a questo momento la promozione di questo tipo di contenuti è passata solitamente attraverso i trailer, i teaser, ed altri format su questa falsariga. Una trovata geniale, questo Viral Trailer, il cui contenuto si sposa peraltro alla perfezione con il genere e gli argomenti trattati dal film: la telecinesi, i superpoteri e l’horror.

L’obiettivo del viral è molto chiaro: generare word of mouth, passaparola, “viralità” per l’appunto tra gli utenti del web, poiché è proprio sulla piattaforma online che si può suscitare in primis l’apprezzamento e la condivisione degli utenti per contenuti come questo. Questo filmato si può dire abbia centrato l’obiettivo: più di 41 milioni di views registrate su Youtube in meno di 2 settimane!

Buona Visione!

All 21 – un nuovo format pubblicitario per la TV italiana

logo all21 Nella serata televisiva di ieri – 23/09/2013 – all’interno della fascia tv di prime time è andato in onda in simulcast (in contemporanea su tutte le reti Mediaset) un singolare esperimento pubblicitario: All 21. Si tratta di un break pubblicitario della durata di 60 secondi che interrompe, senza preavviso, qualsiasi trasmissione in onda alle ore 21.00 (nella fascia di maggior audience in assoluto); una nuova opportunità offerta agli inserzionisti, che promette di raggiungere un potenziale di telespettatori enorme (si stima il 30% di share, 10 milioni di spettatori), aumentando di conseguenza la capillarità della comunicazione e la visibilità del brand.

Certo una novità assoluta nel panorama televisivo nostrano, che ha peraltro riscosso già enorme successo tra gli investitori pubblicitari: tutti gli spazi disponibili per il primo mese di messa in onda sono infatti occupati.
La prima azienda a sfruttare questo spazio è stata McDonald’s con un commercial – che posto di seguito – realizzato dall’agenzia Black Mamba

L’effettiva efficacia di questo esperimento sarà tutta da valutare, è molto probabile che sia un tentativo da parte di Publitalia per smuovere in qualche modo le acque di un comparto pubblicitario, quello televisivo, ormai stagnante e che ha visto drastici ridimensionamenti negli ultimi anni (a fronte dell’avanzata invece dell’online advertising). Un tentativo forse per rilanciare, con una forte spinta innovativa, questa fetta di mercato. A mio parere,  visti i trend di mercato attuali, penso che sia doveroso guardare a questa operazione con un pizzico di cautela. Inoltre, l’investimento necessario per una fascia oraria così appetibile è ingente (ad approfittarne saranno quasi esclusivamente i gruppi aziendali con più risorse), e un ritorno soddisfacente per una simile attività è tutt’altro che garantito. Il comportamento del pubblico è infatti da non sottovalutare: gradiranno gli spettatori una forma di pubblicità così “aggressiva”? Considerando poi le mutate abitudini e lo spirito critico acquisito dallo spettatore medio… sembra apparentemente un ritorno a una forma di comunicazione “old-style”.

Attenderemo queste prime settimane per schiarirci le idee!