Rendere il proprio sito mobile friendly: the last chance

«Convertitevi a un design responsive, perché il giudizio di Big G è vicino»

Certo con parole meno imperiose, ma sembrerebbe proprio essere questo il messaggio che viene portato avanti da settimane dai SEO analyst e web marketer di tutto il mondo. In breve: per poter avere un migliore posizionamento sulla SERP di Google (ed evitare quindi penalizzazioni), sarà indispensabile ottimizzare il proprio sito in chiave mobile, integrando nel proprio sito un layout responsive e rendendolo così accessibile su tutti i dispositivi.

Non in futuro, non domani, ma oggi stesso. Già, perché a quanto pare dal blog ufficiale di Mountain View hanno fatto sapere che, sin dal prossimo 21 aprile, sarà implementato un nuovo algoritmo in funzione del quale, se si vorrà mantenere un buon posizionamento nei risultati del motore di ricerca, bisognerà necessariamente adeguare il proprio sito alle versioni mobile: renderlo mobile friendly, insomma.

seo mobile friendly

Mobile friendly, criterio “ufficiale” di ranking

È da qualche anno che molti esperti SEO indicano la buona usabilità di un sito web da mobile tra i fattori di ranking, tuttavia su questo punto c’erano sempre state alcune controversie e aspetti poco chiari, oltre a mancare una presa di posizione netta da parte di Google. Migliorare l’esperienza di navigazione dell’utente, in ogni caso, è sempre stato un obiettivo dichiarato della società statunitense.

In effetti, i primi segnali di cambiamento si erano avvertiti già a partire dallo scorso novembre: con l’introduzione della Mobile Friendly Label, l’etichetta che premia nella SERP quei portali in grado di garantire una user experience ottimizzata da mobile, Google ha di fatto “preparato” l’annuncio ufficiale dei giorni scorsi.

tablet
Stando alle osservazioni, la navigazione da smartphone e tablet ha già superato da diverso tempo quella da PC, e il fenomeno è visibile in quasi tutti i paesi del mondo. Una tendenza che ci obbliga a cambiare atteggiamento e a considerare con decisione un rinnovamento del look and feel del nostro portale. Anche in questo processo, Google ci viene in aiuto, mettendoci a disposizione una guida per l’ottimizzazione dei siti web e un test per capire se il proprio sito web sia o meno compatibile con i dispositivi mobile.

Personalmente, anche io mi son deciso ad apportare delle modifiche a questo blog, scegliendo ad esempio un altro tema, Eighties, web responsive, dal design minimal e anche più gradevole alla vista rispetto a quello installato precedentemente. Il cambiamento certo implica sacrifici e sforzi di adattamento, ma quasi sempre porta con sé nuove idee e stimoli creativi.

Insomma, this is our last chance… convertirsi a un layout responsive e mobile friendly non sarà più una possibilità, ma un obbligo per non essere penalizzati.

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Schema.org: un formato markup da esplorare in chiave SEO

In questo mio nuovo post parlerò un po’ di SEO: pur non essendo un professionista assoluto in materia – mi sto addentrando a piccoli passi in questo vastissimo mondo (e in questo percorso di apprendimento devo ringraziare soprattutto i magnifici corsi offerti dal team di Ninja Academy) – essa rappresenta una pedina fondamentale all’interno di una strategia integrata di web marketing. Altrettanto fondamentale, quindi, per un aspirante professionista del settore è impararne i paradigmi e, se possibile, fare tanta tanta pratica!

Ma la SEO e l’analisi del posizionamento, sebbene distanti dall’ambito della programmazione e del web developing, richiedono tuttavia basi teoriche, o un minimo di conoscenza dei linguaggi di Markup (in particolare dell’HTML), se non altro perché buona parte degli interventi di miglioramento “on-site” prevedono operazioni di ottimizzazione proprio sul codice sorgente della pagina, che dovrà essere il più pulito possibile agli “occhi” del motore di ricerca; inoltre, oggi, quello del Seo Strategist è un ruolo trasversale, che deve saper interfacciarsi alla perfezione sia con gli sviluppatori/web designer che con le funzioni marketing di un’azienda.

Html coding

Tra le azioni di ottimizzazione di una pagina che vengono proposte in tutte le principali guide relative all’argomento vi è quella di favorire l’implementazione dei dati strutturati nei risultati organici della SERP attraverso l’utilizzo del format di marcatura Schema.org.


logo di schema.org

Ma cos’è esattamente Schema.org? 

Un progetto nato dagli sforzi dei più grandi colossi nei motori di ricerca (Google, Microsoft e Yahoo) allo scopo di creare un linguaggio unico, condiviso e standardizzato con cui poter aggiungere meta-informazioni ai contenuti dei siti: una sorta di “vocabolario” di microdati attraverso il quale è possibile arricchire di informazioni supplementari le nostre pagine web. Pensiamo ad esempio ai rich snippets: ovvero quelle righe di testo che corredano talvolta alcune ricerche all’interno della SERP (e che arricchiscono i risultati di contenuti aggiuntivi quali recensioni, prezzi, prodotti offerti o foto).

richsnippet ricette

I Rich Snippets hanno la funzione di restituire informazioni il più possibile dettagliate a quegli utenti che eseguono una ricerca con query specifiche: cercano insomma di contestualizzare al massimo un termine ricercato; dal momento che aiutano l’utente a valutare il grado di pertinenza con il tipo di ricerca effettuata, la loro presenza di solito genera una risposta positiva, che equivale a un maggior numero di clic (elevato tasso di CTR). Vengono creati da Google in automatico, in base alla “lettura” effettuata dallo spider sul contenuto del linguaggio markup inserito nella sorgente delle nostre web pages.
Nell’ottica futura di un web semantico, grazie al quale sarà possibile interrogare i motori di ricerca in maniera molto più evoluta, risulta essenziale etichettare determinati dati e trasformarli in “informazioni semantiche”, aiutando lo spider a interpretare al meglio i contenuti del nostro sito e a generare così nuovi rich snippets nelle SERP.

schema.org esempio codice

Porzioni di sintassi di Schema.org

A mio avviso, principalmente sono tre i motivi che rendono Schema.org un tema caldo oggi, da approfondire a fondo in futuro

  1. come detto, Schema.org è un formato frutto di un accordo tra tutti i “big player” dei search engines: ciò significa che i principali motori di ricerca stanno convergendo verso un linguaggio comune (le alternative sono rappresentate dai microformati e dai RDFa) e si stanno adoperando al meglio affinché i propri spider riescano a leggere velocemente i tag di marcatura scritti con tale sintassi
  2. con la progressiva confluenza verso un unico standard, non si creerebbe più alcuna confusione tra i diversi formati markup (e conseguentemente si eviterà di incorrere in possibili penalizzazioni); inoltre, fattore non di poco conto, anche per i SEO analyst potrebbe diventare molto più immediato analizzare e perfezionare i tag relativi ai rich snippets dal codice sorgente delle pagine web
  3. ad oggi, certo, i rich snippets non concorrono ancora al posizionamento di un sito web (o perlomeno non vi sono prove tangibili in questo senso): sono più che altro funzionali per l’utente, in quanto arricchiscono di contenuti e di dettagli i risultati della SERP; e se un domani potessero trasformarsi in un rilevante fattore di posizionamento?
    Insomma: meglio farsi trovare preparati… e iniziare a sfogliare le pagine di questo “vocabolario”